Le banche centrali supportano i mercati

Le banche centrali supportano i mercati

Spot EurUsd: 1.1050

Scala temporale Giornaliero: Supporti (1.0847, 1.0808, 1.0521) Resistenze (1.1495, 1.1525, 1711)

Strategia: Long EurUsd

Stop loss: 1.0808

Take profit: 1.1440

Fed+Boj, che attesa!

La BCE spara la prima cannonata tra le Banche Centrali e la Cina risponde immediatamente. Questa la sintesi degli ultimi due giorni di una settimana frizzante che in 24 ore ha visto Draghi promettere al mercato una riedizione del QE (forme e modi da decidere) e la Cina affiancarsi con un ulteriore mossa espansiva di taglio dei tassi che segue la svalutazione di questa estate dello Yuan. Non finisce qui visto che questa settimana toccherà alla Fed il 28 ottobre e alla Bank of Japan il 30 ottobre. Di certo la BCE ha tolto un po’ di imbarazzo alla Fed il cui atteggiamento indeciso aveva preoccupato i mercati. Il rialzo dei tassi non ci sarà per il semplice fatto che EurUsd è sceso a 1.10 generando di fatto in una manovra restrittiva sull’economia americana. Questo potrebbe da una parte rappresentare un problema visto che a più riprese la Fed aveva allertato dei rischi generati da un dollaro troppo forte, dall’altro però esenterà per diversi mesi la Yellen da commenti imbarazzanti come quelli di un mese fa circa l’elevata probabilità di un inasprimento nel costo del denaro nel 2015.

A questo va poi aggiunta la difficoltà ulteriore in cui si potrebbero imbarcare gli emergenti, notoriamente fragili di fronte ad un biglietto verde troppo forte. In questo senso si può inquadrare la svalutazione della Cina infastidita dall’apprezzamento recente dello Yuan (agganciato seppur con flessibilità al Dollaro) che sta vanificando gli sforzi fatti in estate.

EurUsd Trappola per orsi o vera rottura Ribassista?

Dal punto di vista tecnico il primo grafico fotografa chiaramente la situazione ambigua di EurUsd. Il nostro short ha portato a casa un bel profitto ed ora chi volesse giocare sul trading range comprando sui supporti dovrebbe tornare lungo. Il rischio però è notevole. Il cambio si posiziona esattamente sulla trend line rialzista in essere da marzo 2015, ma nello stesso tempo il rifiuto di salire per l’ennesima volta sopra la media mobile a 250 giorni mette in evidenza quanto forte sia la presenza dei venditori su queste finestre di resistenza. In ognuno degli ultimi tre mesi il mercato ha tentato lo strappo e puntualmente è stato ricacciato indietro. Poi è arrivata la BCE ed ha risolto la questione con il sell off di giovedì e venerdì.

2015-10-26 eurusd

Grafico 1 – Rottura definitiva del trend rialzista in essere da marzo o trappola per ribassisti?

Proprio mentre su EurUsd sembrano arrivare rotture tecniche molto importanti, il Roc a 9 mesi sul Dollar Index continua a fornirci messaggi ambigui circa la possibilità di un ulteriore rafforzamento del Dollaro. Come si vede dal primo grafico, quando il tasso di variazione del cambio supera quota +10% in 9 mesi, un picco di prezzo del biglietto verde è da mettere in preventivo ed in seguito una fase correttiva o di trading range è altamente probabile. Fino a quando va avanti questa fase? Osservando i casi degli ultimi 25 anni, fino a quando lo stesso Roc a 9 mesi non si è resettato almeno a quota -5%. Considerando che allo stato attuale il Dollar Index vanta un bilancio a 9 mesi di +2% potremmo concludere che le probabilità di assistere ad un dollaro stabile se non tendenzialmente calante è ancora elevata per le prossime settimane.

2015-10-26 eurusd roc 9 mesi

Grafico 2 – Il Roc a 9 mesi sembra suggerire che è prematuro prevedere un Dollaro più forte

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