Stallo nella guerra in Iran con l’incontro tra Trump e Xi che non sembra per ora sbloccare una situazione che continua a mantenere in tensione i flussi e i prezzi del petrolio nel Golfo con le ovvie conseguenze sui prezzi al consumo mondiali. Risale infatti nettamente l’inflazione in America e questo metterà in difficoltà Trump nelle elezioni di Mid Terms.
Tra speranze di tregua e mercati pimpanti, il dollaro rimane debole, confermando che quando il sereno sembra tornare sui mercati il biglietto verde perde terreno. Intanto inizia in America l’era Warsh come neo Predidente della FED. Riuscirà a mantenere l’indipendenza della FED? In Europa i tassi di interesse si avviano ad un rialzo a giugno per contrastare l’inflazione.
Mentre lo stretto di Hormuz rimane sigillato facendo impennare il prezzo del petrolio, il cambio di vertice alla FED con l’ultimo meeting presieduto da Powell, lascia i tassi invariati ma sembra garantire, almeno fino al 2028, una certa indipendenza al board vista la permanenza dello stesso Powell come membro votante. Un elemento questo che impedirà a Trump di inserire figure a lui più vicine. Anche la BCE, preoccupata per l’inflazione, mantiene per ora i tassi fermi, ma a giugno potrebbe esserci l’aumento.
La tregua con l’Iran sembra tenere lasciando spazio ad un nuovo round di negoziati che si spera possa portare ad una maggiore serenità nei flussi in transito a Hormuz dopo il blocco navale imposto dall’esercito americano. I mercati tornano sui massimi mentre scende leggermente la tensione nel mondo dei bond. Dollaro in caduta.
I venti di guerra si calmano temporaneamente con un tentativo di accordo per ora fallito tra Stati Uniti e Iran in Pakistan. Trump minaccia il blocco navale e lo stretto di Hormuz va a singhiozzo con il prezzo del petrolio che, dopo un iniziale calo post tregua sotto ai 100 dollari al barile, torna a salire. Timori per l’inflazione e la crescita. Intanto l’euro recupera terreno.
Non si placa la tensione in Medio Oriente con il prezzo del petrolio che rimane alto e le incertezze sulla fine dei combattimenti che non piacciono a mercati i quali probabilmente dovranno anche fare i conti con tassi di interesse più alti nei prossimi mesi. L’inflazione, infatti, salirà questa estate con gli aumenti di petrolio e gas, ma anche alluminio e fertilizzanti che rischiano di riportare una recessione globale. Discorso analogo per i trasporti. Il dollaro approfitta del contesto per riguadagnare terreno.
Fase di stallo nella guerra con l’Iran, con negoziazioni in corso che per il momento non riportano la normalità sul prezzo del petrolio e del gas, le borse nervose e i rendimenti obbligazionari in ascesa a causa di aspettative di inflazione in aumento. Le banche centrali cambieranno probabilmente il passo delle politica monetarie e sul mercato valutario il dollaro continua ad essere ben comprato.
Non si ferma la guerra in Iran con il blocco dello stretto di Hormuz che intensifica la carenza di offerta di petrolio e gas sui mercati facendo esplodere i prezzi. Anche il WTI dopo il Brent sfonda il muro dei 100 dollari al barile con il mercato che si interroga sugli impatti a medio termine. Intanto FED e BCE rimangono ferme sui tassi in attesa di valutare gli impatti su crescita ed inflazione, ma il mercato dei bond cade pesantemente, le borse per ora solo timidamente.
La guerra in Iran continua a tenere banco con il prezzo del petrolio vicino ai 100 dollari al barile ma Trump che rassicura che la guerra è quasi finita. I mercati sono guardinghi con i tassi di interesse che risalgono sull’onda di un’inflazione che rialzerà la testa. E i prezzi delle benzine in America volano con le prevedibili implicazioni in ottica elettorale. La FED non si muoverà ed EurUsd sfonda i primi supporti sulla fuga dal rischio che premia il dollaro.
EurUsd outlook settimanale del 2 Marzo 2026: Ritorna la guerra L’economia va, la FED non vuole ridurre i tassi Il caos dazi dopo la sentenza della Corte Suprema americana non fa bene al dollaro che ferma la sua ripresa immediatamente alle porte di 1,17. Chiaramente l’Europa non uscirebbe vincente da una vicenda che rischia di […]