Alla ricerca dell’inflazione perduta

Analisi Tecnica EurUsd 15 Aprile 2019

Spot EurUsd: 1.1310
Scala temporale Giornaliera: Supporti (1.1213, 1.1170, 1.1117) Resistenze (1.1448, 1.1452, 1.1515)
Strategia: Long a 1.1310
Stop loss: 1.1170
Take profit: 1.1510

L’incertezza della FED tranquillizza il mercato, per ora…

In uno dei momenti storici di più bassa volatilità della storia di EurUsd, nemmeno la BCE è riuscita a smuovere le acque. La volatilità implicita di EurUsd e UsdJpy è infatti ai minimi dal 2014 ed il terrore di essere colpiti da falsi segnali rende poco aggressivi i trader nella scelta di quale posizionamento prendere (long o short) facendo prevalere l’assoluta lateralità.

Mentre Trump rimanda ancora la chiusura degli accordi con la Cina, i verbali dell’ultimo meeting della FED hanno evidenziato il cambio di rotta di Powell e soci.

Secondo la Federal Reserve sulle prospettive economiche gravano molte incertezze e diversi componenti del board ritengono che le loro opinioni sull’appropriato livello dei tassi di interesse possa variare in futuro in tutte le direzioni, rialzo o ribasso che sia.

L’atteggiamento cauto della banca centrale è comunque stato apprezzato dall’amministrazione Trump la quale si è premurata per bocca del ministro del Tesoro Mnuchin di precisare che Powell non è la persona sbagliata per guidare la più importante istituzione monetaria del mondo. Atto di fiducia alquanto sospetto dopo che la politica monetaria di Powell è stata definita alla fine dell’anno scorso “crazy” dallo stesso Trump.

La cosa più preoccupante potrebbe essere quella di una nuova inversione di rotta qualora il prezzo del petrolio riportasse l’inflazione su livelli capaci di ridestare le pressioni salariali e di conseguenza l’intera struttura dei prezzi al consumo.

Quello potrebbe essere lo scenario peggiore con una FED che ha dichiarato apertamente che non alzerà i tassi nel 2019 e con il mercato che sconta un taglio nell’ultima parte dell’anno. A quel punto Powell non potrebbe permettersi di lasciar sfuggire l’inflazione con la FED che andrebbe ad agire al rialzo sui tassi proprio nell’anno presidenziale innescando uno scenario di confusione ed incertezza che incendierebbe il mercato.

Fronte Area Euro non cambiano granchè le cose dopo il meeting BCE. Draghi ha confermato il rallentamento economico, ma ha anche ribadito che esistono diversi strumenti di politica monetaria per tentare di riportate l’inflazione verso l’obiettivo del 2%. Anche in questo caso il prezzo delle materie prime aiuterà a raggiungere il target, ma il fatto che nessun dettaglio è stato fornito circa la nuova asta TLTRO non ha fornito all’Euro l’alibi per salire in modo consistente.

Lateralità dominante su EurUsd

Tecnicamente da settimane andiamo ribadendo gli stessi concetti. Parte inferiore 1.1180, parte superiore 1.145, questi sono i due estremi oltre i quali la bassissima volatilità che ingabbia il cambio si trasformerebbe in eccezionale volano per EurUsd. Fino a quando non si esce da questo equivoco ogni iniziativa appare incerta e prematura.

 EurUsd (grafico daily)
EurUsd (grafico daily) – trading range persistente

Riportiamo questa settimana un dato statistico interessante. Se osserviamo le barre trimestrali dalla nascita dell’Euro notiamo come a marzo si è completato il quarto trimestre consecutivo di calo per EurUsd.

Nel 2000, 2005 e 2015 questa sequenza negativa si chiuse (nel senso che non si andò oltre la quarta candela) ed in tutti e tre i casi il mercato siglò nel trimestre successivo un bottom primario. Sarebbe quindi molto sorprendente assistere ad una chiusura di trimestre a giugno in indebolimento per l’Euro (candela nera), ma se così fosse non dovremmo essere molto lontani da una fase quanto meno di rimbalzo favorevole alla moneta unica europea.

 EurUsd (grafico quarterly)
EurUsd (grafico quarterly) – sequenza negativa record per EurUsd
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