Analisi Tecnica EurUsd 7 Ottobre 2019 – I dazi non Scuotono il Mercato dei Cambi

Spot EurUsd: 1.0990
Scala temporale Giornaliera: Supporti (1.0877, 1.0820, 1.0568) Resistenze (1.1110, 1.1250, 1.1342)
Strategia: Short a 1.0920
Stop loss: 1.1115
Take profit: 1.0570

Più dazi per tutti!

Con il lasciapassare dato dal WTO ai dazi americani sulle merci europee si apre un nuovo fronte della guerra commerciale che Cina e Stati Uniti stanno portando avanti da tempo. Quella vista è una delle controversie più onerose presentate al WTO ed offrirà a Trump la possibilità di inserire 7.5 miliardi di $ di dazi verso l’Europa. Gli Stati Uniti cominceranno con un sovrapprezzo del 10% che verrà applicato su aerei e componentistica europea e del 25% su whiskey e formaggi. Probabili a questo punto le ritorsioni europee.

I riflessi sull’Euro ci sono stati con la moneta unica europea scivolata sotto 1.09 prima di una parziale reazione venerdì in chiusura di settimana. La volatilità rimane molto bassa e questo depone a favore del Dollaro così come il pessimismo degli hedge fund sull’Euro non appare ancora compatibile con un bottom primario stando almeno a quello che è successo in passato.

Di analisi tecnica parliamo come di consueto nella sezione dedicata, ma ora vogliamo concentrarci su quelli che saranno i prossimi appuntamenti con le banche centrali. La BCE vedrà l’ultimo atto di Mario Draghi il 24 ottobre quando molto probabilmente non arriveranno notizie sul fronte dei tassi in vista della consegna delle chiavi di Francoforte a Christine Lagarde.

La settimana successiva toccherà alla FED che il 30 ottobre si riunirà per decidere se abbassare ulteriormente la banda di oscillazione dei FED Funds dal 1.75% – 2% attuale. Dopo i brutti dati sull’ISM manifatturiero il mercato prezza un taglio nei tassi già alla fine del mese. Vedremo se Powell fornirà qualche indicazione anticipatrice prima di allora.

Combattuta tra dati di inflazione core in rialzo (siamo ai massimi degli ultimi 11 anni) ed economia in rallentamento (come confermato dal ISM manifatturiero sceso sotto quota 50), la FED dovrà cercare di mediare tra mercati che richiedono a gran voce (come Trump) una riduzione nei tassi ed una piena occupazione combinata a dazi commerciali che potrebbe dare una spinta all’inflazione.

Da metà ottobre in avanti c’è da scommettere che la volatilità ritornerà a fare capolino anche se, come abbiamo visto negli ultimi tempi, non ci si possono aspettare oscillazioni così clamorose fino a quando certi livelli tecnici non verranno superati.

1-2-3 high sul Dollar Index

Osservando il grafico del Dollar Index notiamo come finora ogni correzione ha terminato la sua corsa sulla media mobile a 200 giorni. Schema che potrebbe riproporsi nei prossimi giorni. I tre massimi ravvicinati raggiunti dal Dollar Index già in diverse occasioni hanno fatto da preludio a correzioni comprese in un range 2.5%-3.3%. Considerando che la media mobile a 200 giorni è distante dai massimi della settimana scorsa proprio il 2.5% non ci sarebbe nulla di anormale nell’assistere ad un movimento di questa natura prima dell’eventuale ripartenza del biglietto verde. Rimaniamo comunque long sull’aspettativa che questa correzione non sarà molto incisiva.

Dollar Index (grafico daily) – uno schema di massimi già visto che dovrebbe anticipare una correzione per il Dollar Index

Per quello che riguarda EurUsd torniamo a monitorare con attenzione l’andamento dell’ADX. Superata quota 30 (un segnale che il trend bearish sta accelerando) adesso l’attenzione si sposta sulla media mobile a 20 giorni. La teoria dice che si entra short quando il cambio, toccata la media mobile a 20 giorni, fa segnare un minimo inferiore a quello del giorno precedente. Stop da posizionare sul massimo di quella giornata.

EurUsd (grafico daily) – correzione completata sulla media mobile a 20 giorni

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