EurUsd nel congelatore – Analisi Tecnica EurUsd 4 March 2019

Spot EurUsd: 1.1330
Scala temporale Giornaliera: Supporti (1.1273,1.1231,1.1214) Resistenze (1.1440, 1.1510, 1.1620)
Strategia: Long a 1.131
Stop loss: 1.1210
Take profit: 1.151

L’occasione della BCE

Come si erano presentati tutti insieme, gli elementi di incertezza che avevano accompagnato il mercato sul finire del 2018 sembrano all’improvviso essere evaporati o quanto meno in via di risoluzione.

Secondo l’idea che si è fatto il mercato, gli accordi commerciali tra Cina e Stati Uniti dovrebbero essere imminenti, il rialzo dei tassi americani non sembra più essere materia del 2019, la Cina ha messo (o sta mettendo) mano a diverse misure per rilanciare la crescita, la Brexit sembra anch’essa un evento destinato come minimo ad essere rimandato. Bene così, ma non sarà che il mercato ha già scontato un po’ troppe cose con eccessivaa positività?

Tutti fattori comunque che hanno contribuito ad alimentari uno dei rally di borsa più poderosi della storia in un arco temporale così ristretto come gli ultimi due mesi, ma anche una salita decisa in materie prime come il rame ed il petrolio.

Rimane un’incognita del perché non salgono i tassi a lunga scadenza. In parte responsabili di ciò sono dati macroeconomici americani che, complice lo shutdown di fine dicembre, hanno preso una strada incerta anche se il dato del PIL del quarto trimestre è risultato incoraggiante. Non viene intaccata la fiducia dei consumatori balzata a livelli record, me nemmeno il cambio EurUsd che rimane ingabbiato nel solito stretto range. Siamo, come dice il titolo, nel congelatore.

In Europa si guarda alla Brexit con meno timore (probabile a questo punto il rinvio di alcuni mesi), mentre la politica spagnola ed italiana difficilmente forniranno motivi di preoccupazione prima delle elezioni europee di maggio. Attesa a questo punto la decisione della BCE sui tassi, ma soprattutto sulle nuove possibili misure di espansione monetaria da mettere in campo per contrastare il rallentamento dell’inflazione, ma anche e soprattutto delle economie che più hanno dato negli ultimi anni come quella tedesca. Più passeranno i mesi minori saranno i margini di manovra per il Presidente Draghi a fine mandato. Qualora dovessero comunque essere annunciate misure favorevoli soprattutto al sistema bancario un rally dell’Euro non è da escludere, ma come sempre la parola definitiva ce la daranno i prezzi.

La stagionalità comincia a remare contro il Dollaro

Dal punto di vista tecnico come detto in precedenza, EurUsd non si schioda dalle posizioni. La view quindi non cambia. Fino a quando il cambio non riuscirà a superare la media mobile a 200 giorni di 1.151 che già due volte da inizio anno ha arginato le velleità dell’Euro, non sembrano esserci le condizioni per fare trade di natura diversa da quelli di breve periodo.

EurUsd (grafico daily) – tutto bloccato tra 1.12 e 1.15

Se EurUsd è bloccato anche il Dollar Index mostra un comportamento molto simile. La media mobile a 200 giorni ha finora rappresentato uno scoglio invalicabile ed anche la fine di questa settimana lo ha confermato con una bella reazione da parte del biglietto verde.

Uno sfondamento di questo supporto posizionato attorno a 95.50 formalizzerebbe una figura di testa e spalla ribassista che aprirebbe le porte ad un calo di circa il 3% nel valore del biglietto verde. La stagionalità rappresenta in teoria un fattore a favore di questo scenario visto che da marzo fino alla fine di settembre il Dollaro tende storicamente ad assumere una tendenza declinante.

Dollar Index (grafico daily) – media mobile a 200 giorni muro invalicabile


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