EurUsd outlook settimanale del 11 Maggio 2026: Stallo nella guerra, stallo su EurUsd

  • Si calmano i cannoni e la diplomazia cerca di sistemare le divergenze tra Iran e Usa per riuscire a sbloccare lo stretto di Hormuz. I prezzi dell’energia rimangono però alti e intanto in America comincia il nuovo corso Warsh che dovrà dare prova di indipendenza da Trump.
  • La BCE ha lasciato intendere che i prossimi dati saranno decisivi per formalizzare il prossimo rialzo dei tassi a giugno. L’inflazione va stroncata sul nascere per evitare un secondo round dopo il post pandemia.
  • EurUsd rimane nella parte alta del trading range con l’evidente debolezza del dollaro che si manifesta ogni volta che i mercati svoltano verso l’ottimismo.

Tra pace e timori di inflazione

Mentre i colloqui tra Iran e Stati Uniti avanzano con i mercati che sperano in una riapertura delle rotte commerciali in transito su Hormuz, le borse permangono in prossimità dei massimi storici e i bond faticano a recuperare le perdite delle ultime settimane. Il rialzo del petrolio ha fatto danni che si propagheranno sulle economie globali nei prossimi mesi sotto forma di inflazione.
L’incertezza però prevale anche perché le scaramucce tra le due parti in causa prosegue con lo stretto non ancora pienamente riaperto.
Alcune banche centrali hanno alzato i tassi (Australia e Norvegia), altre si stanno preparando (Canada e Nuova Zelanda), altre ancora potrebbero abbandonare quella che sembrava una base di costo del denaro destinata a durare a lungo (BCE) per evitare pericolose fughe in avanti dell’inflazione.
Negli Stati Uniti ci si interroga come si comporterà il neo Presidente della FED di fronte ad un contesto sfidante. Inflazione in aumento, ma occupazione in rallentamento e borse ai massimi. Tagliare i tassi come vorrebbe Trump rischia di infiammare mercati che potrebbero entrare in una modalità speculativo difficile da sistemare più avanti. Del resto siamo già sui massimi storici ed un taglio del costo del denaro con tassi a lunga scadenza in ascesa potrebbe rivelarsi molto pericoloso.
Probabile che prevarrà la prudenza ancora per un po’ in seno alla FED, ma prima delle elezioni di mid terms Trump alzerà la voce e quello sarà il momento in cui l’indipendenza di Warsh verrà veramente messa alla prova.

EurUsd, poche novità per ora

La settimana appena conclusa non ha fornito grandi novità sul fronte tecnico di EurUsd. Ancora una volta le notizie positive provenienti dalla diplomazia hanno sfavorito il dollaro americano praticamente sempre sopra quota 1,17.
Sullo sfondo rimane una ipotetica figura di testa e spalla ribassista con la linea del collo in transito a 1,14. Ma appunto questa è un’ipotesi tecnica che non sta trovando conferme da un mercato che preferisce guardare ad una FED più dovish della BCE e a deficit gemelli che non accennano a rientrare nonostante i dazi di Trump. E poi c’è il timore che l’indipendenza della banca centrale americana sia a rischio.

EurUsd (grafico daily): stallo evidente in attesa degli sviluppi geopolitici

La confusione sotto i cieli valutari è alta. Segnali contrastanti emergono analizzando EurUsd e Dollar Index su svariate cadenze temporali. Difficile al momento indicare una strategia precisa sulla quale puntare.
Guardando ad esempio al Dollar Index su scala mensile si nota un oscillatore stocastico tutt’altro che in posizione negativa.
Anzi, saremmo pronti per uno scenario bullish favorevole al biglietto verde andando in contrasto con altri segnali di più corto respiro che punterebbe in altra direzione, compresa la stagionalità sfavorevole al biglietto verde fino alla fine dell’estate almeno.
Con il recente movimento in trading range tra 96 e 100 si potrebbe pensare a una fase di accumulazione preparatoria a un movimento di portata bullish nei prossimi mesi favorevole al biglietto verde. Staremo a vedere quali forze prevarranno.

Dollar Index (grafico monthly): oscillatori di lungo periodo pronti ad uno scatto del dollaro?