EurUsd outlook settimanale del 14 Novembre 2022: America spaccata in due

  • Le elezioni americane hanno confermato che il paese è spaccato in due con i repubblicani che avanzano ma non sfondano. Certamente l’azione di Biden sarà meno efficace e intanto l’inflazione di ottobre sale meno del previsto al 7,7%. Festeggiano borse e bond.
  • La reazione della moneta unica europea è una conferma di come si stia ricreando un po’ di fiducia nella zona Euro in attesa di nuovi rialzi dei tassi BCE il 15 dicembre. La prospettiva di una FED meno aggressiva fa bene alla moneta unica europea.
  • EurUsd tenta nuovamente di salire sopra le resistenze con la concreta possibilità che questa sia la volta buona.

L’inflazione morde meno

Le elezioni americane confermano lo spostamento verso il partito repubblicano dei voti del paese pur senza sfondare in modo clamoroso e soprattutto senza veder trionfare i candidati di Trump. La corsa per le primarie repubblicane di fatto è già confermata mentre in casa democratica un Biden azzoppato esce comunque meno debole del previsto da questa tornata elettorale. Domina l’inflazione e le conseguenze che la stessa può avere sull’economia. L’atteso dato di ottobre che precede il periodo dell’inizio dello shopping natalizio conferma ancora un clima surriscaldato sui prezzi al consumo, ma meno del previsto e questo innesca un poderoso rally di borse e bond. Il 7,7% su base annuale di variazione nei prezzi al consumo è risultato inferiore alle attese di 7,9%, ma è stato soprattutto il dato core al 6,3% a scatenare gli entusiasmi dei mercati che ora sperano in una FED a dicembre meno aggressiva sui tassi.
I dati sull’andamento delle vendite potranno essere un buon metro di misura per capire di quanto sta rallentando la locomotiva americana, mentre i prossimi numeri dell’inflazione verranno pubblicato il giorno precedente l’ultimo FOMC del 2022.
Intanto in Europa arrestata a corsa al rialzo del gas, almeno per il momento, l’attesa comincia a spostarsi sulla BCE e sulla decisione che verrà presa sui tassi il 15 dicembre, Manca ancora tanto tempo e tanti dati anche se gli esponenti della banca centrale continuano a professarsi hawkins. Il mercato prezza al 100% un rialzo di 50 punti base nel meeting di dicembre con un picco nella politica monetaria che dovrebbe arrivare attorno al 3.25%, un po’ più basso rispetto a quello pronosticato qualche settimana fa.

L’euro ci riprova

Anche le bande di Ichimoku hanno ceduto, quindi spazio al rialzo di EurUsd? Questa tecnica che da settimane abbiamo evidenziato come utile per intercettare e soprattutto scartare i falsi segnali sembra aver dato luce verde all’euro. Infatti se il requisito di violazione verso l’alto delle resistenze identificate dalla cloud che per tanto tempo ha arginato le velleità dell’euro è stato rispettato, anche l’ultimo tassello che mancava sembra aver dato luce verde definitiva al rialzo.
La cosiddetta lagging line, ovvero il prezzo spot arretrato di 26 giorni è riuscito nell’intento di superare le “nuvole”. Come si vede dal grafico la salita di questo indicatore oltre 1.025 sembra aprire prospettive particolarmente interessanti per EurUsd. Obiettivo area 1.05 dove troviamo il 38.2% di ritracciamento dell’intero ribasso del cambio da inizio anno.

EurUsd (grafico daily) – hanno ceduto le resistenze che contano

Il grafico del Dollar Index sembra confermare le indicazioni riportate sopra. L’inversione di tendenza potrebbe essere cosa fatta con il biglietto verde destinato da adesso in avanti a soffrire in attesa di trovare conferme da parte della FED nel mese di dicembre. Cedono di schianto i supporti con la up trend line che guidava il rialzo da inizio anno bucata di netto verso il basso. Il consolidamento potrebbe adesso proseguire almeno fino a quota 105.

Dollar Index (grafico daily) – Anche il Dollar Index conferma che la corsa al rialzo sta per terminare

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