EurUsd outlook settimanale del 2 Febbraio 2026: Trump abbandona il dollaro al suo destino

  • Geopolitica, dazi e politica monetaria hanno preso la scena la scorsa settimana con lo scontro Trump – Powell sui tassi e il successore a capo della FED Warsh che stanno innervosendo i mercati e indebolendo il dollaro dopo che Trump si è mostrato soddisfatto della sua debolezza.
  • L’Europa rischia di infilarsi nuovamente in uno scenario di deflazione non gradito dalla BCE che vuole mantenere una certa neutralità sui tassi. Anche il premier tedesco Merz richiama l’attenzione sul cambio.
  • EurUsd che scavalca i massimi del 2025 prima di ritracciare dopo la nomina di Warsh. Momento importante che potrebbe dare il via ad una nuova ondata di debolezza del dollaro.

Powell sfida Trump che elegge Warsh

Il sospetto di un intervento coordinato Stati Uniti – Giappone per sostenere lo yen è bastato per far scendere il dollaro e allontanare lo yen dalla zona rossa di 160.
Il movimento secco con cui EurUsd ha scavalcato la soglia tecnica di 1,19 avrebbe avuto dei riflessi tecnici importanti soprattutto perché arrivato in un periodo teoricamente favorevole per il biglietto verde lato stagionalità. Ma ci torniamo a breve visto il netto ritracciamento avuto dal cambio dopo la nomina di Kevin Warsh alla guida della FED.
Se il dollaro contro le valute del G10 sta avvicinando i minimi del 2025, contro valute emergenti il calo è già in stato avanzato. Le tensioni geopolitiche (Iran) e quelle sui dazi (Corea e Canada) contribuiscono intanto a mantenere elevate le tensioni.
Trump non ha digerito le parole di Carney a Davos e promette dazi aggiuntivi sulle merci canadesi, dazi che invece ha imposto sulla Corea del Sud incapace, a suo modo di vedere, di dare un seguito normativo al deal del 2025.
Trump che ha anche deciso chi succederà al sempre più sgradito Powell alla FED. Sarà Kevin Warsh, non una colomba e quindi probabilmente non una guida che imprimerà una netta discesa ai tassi. Evento sgradito dai metalli preziosi che hanno perso molto dei guadagni precedenti, e gradito al dollaro in recupero sul finire di settimana.
La crescita è solida, ha affermato intanto Powell a margine di un FOMC che ha sancito un nulla di fatto; la disoccupazione è stabile e i consumi resilienti nonostante i dazi.
Insomma pochi sono i motivi per ridurre il costo del denaro che a questo punto sarà materia per il successore Warsh. Il dollaro ha recuperato terreno dopo una scivolata causata dalle dichiarazioni di Trump sul gradimento del movimento verso il basso del biglietto verde perché favorisce la competitività dei prodotti made in USA.

EurUsd, il momento della verità è arrivato

Abbiamo sempre detto che superare i massimi di 1,19 del 2025 avrebbe rappresentato un elemento chiave per l’evoluzione futura del cambio; indubbiamente il movimento innescato dalle parole di Trump assume connotati rilevanti soprattutto in un contesto stagionale favorevole al biglietto verde.
Non appena il sentiment sull’euro si è raffreddato, il mercato degli speculatori ne ha approfittato. Davanti a EurUsd si pone adesso una barriera notevole. Stiamo parlando del 38.2% di ritracciamento dell’intero ribasso cominciando dopo la crisi del 2008.
Andare oltre 1.208 (e in successione 1.23 e 1.25 rispettivi massimi del 2018 e del 2020) avrebbe impatti notevoli sull’evoluzione futura del biglietto verde con l’Europa che potrebbe a quel punto intervenire riducendo il costo del denaro per frenare il ritorno ad una tendenza deflazionistica dei prezzi.
Staremo a vedere, certamente 1.20 potrebbe essere una ideale spalla destra di una figura più articolata di inversione di tendenza sfavorevole al dollaro destinata ad accompagnarci nei prossimi anni rendendo poco interessante il possesso di attivi denominati nella valuta americana. Per il momento la nomina di Warsh è bastata a raffreddare il rally dell’euro.

EurUsd (grafico monthly): l’importante barriera di 1,20

Per scongiurare la più classica bull trap EurUsd doveva rientrare velocemente sotto 1,19 e così è stato grazie al crollo nel prezzo dei metalli preziosi dopo l’annuncio della nomina di Kevin Warsh che ha ridato vigore al dollaro. Staremo a vedere se questa trappola per tori si trasformerà in un contro movimento favorevole al biglietto verde. Per EurUsd rimane 1,15 la soglia critica da monitorare. Sotto a quel livello si aprirebbero le porte ad un allungo del dollaro. Il ritorno sopra 1,19 certificherebbe invece l’avvio di una fase bullish per l’euro di durata plurimensile.

EurUsd (grafico daily): bull trap o rottura decisiva verso l’alto?