EurUsd outlook settimanale del 28 Dicembre 2021 – La FED va avanti, la BCE no

  • La FED da marzo 2022 in avanti comincerà ad alzare i tassi di interesse come previsto. Il tapering finirà a marzo 2022
  • L’euro dovrebbe rimanere sotto pressione a causa di una pandemia che rischia di rallentare il processo di normalizzazione della politica monetaria BCE
  • Un interessante grafico di lungo periodo ci mostra come il minimo di EurUsd è ancora lontano in termini temporali

La view 2022 su EurUsd

Viene messo in archivio un 2022 ricco di spunti non solo sul mercato valutario. Gli indici azionari globali hanno fatto registrare performance in doppia cifra particolarmente positive grazie ad una ripresa economica che solo nell’ultima parte dell’anno registrerà un rallentamento causa nuova ondata pandemica.

I mercati obbligazionari hanno invece fatto registrare uno dei peggiori anni del ventunesimo secolo per effetto di un rialzo dai minimi storici dei tassi di interesse a lunga scadenza combinato ad una ripresa nella crescita ma soprattutto dell’inflazione. L’inflazione è stato il tema scottante della seconda parte del 2021 con numeri superiori al 6% negli Stati Uniti e aspettative che, seppur in raffreddamento, indicano un livello medio per i prossimi 10 anni superiore al 2,5%. Queste condizioni hanno costretto molte banche centrali a muoversi al rialzo sul costo del denaro. In Europa la Gran Bretagna e la Norvegia per esempio si sono già mosse in tal senso, nel mondo emergente tutte le banche centrali hanno ritoccato i tassi con la sola eccezione della Turchia.

Anche gli Stati Uniti, sull’onda di un’inflazione non considerata più temporanea, hanno ormai tracciato per bocca di Powell il percorso di uscita da questa fase di politica monetaria straordinaria. Il tapering si esaurirà a marzo e a questo farà seguito un aumento del costo del denaro che il mercato prezza nei prossimi anni nell’ordine di 1,5%/1,75%. Se l’inflazione, come da attese, rimarrà sopra al 2% questo significa tassi reali ancora negativi, ma sempre meno di quello che si dovrebbe vedere in Europa.

Dalle parti di Francoforte infatti il tapering sarà un affare che verrà preso in considerazione dalla primavera 2022 con l’ondata pandemica in corso che rischia di rallentare ulteriormente il processo. I tassi di interesse non si muoveranno fino al 2024 rendendo ancora decisamente negativo il rendimento reale di un investimento su carta europea.

Condizioni di fondo ovviamente condite da una buona dose di incertezza causate da una pandemia che compirà i due anni di vita tra qualche settimana.

Ancora l’orso a dominare EurUsd

Su EurUsd la tendenza grafica appare però chiara. Il bear market cominciato a maggio dovrebbe continuare a dominare la scena. Partendo da 1.226 la trend line ribassista ha incontrato durante il suo percorso una serie di massimi decrescenti che ne hanno rafforzato l’autorità come resistenza al pari della media mobile a 50 giorni. In questo modo possiamo stimare come punto di arrivo di un eventuale rimbalzo la zona di 1.145/1.155. Qui sarebbe opportuno, per chi è fuori dal dollaro entrare. In alternativa per chi ha posizioni già aperte incrementare sempre con l’accuratezza di impostare uno stop sopra 1.155 che dovrebbe essere il punto di maggior criticità per l’euro nel tentare di invertire la tendenza ribassista.

EurUsd (grafico daily) – trend line e media mobile a 50 giorni resistenze principali

Il secondo grafico che andiamo ad analizzare riguarda invece la versione trimestrale di EurUsd. Quello che si andrà a chiudere sarà il terzo dei quattro trimestri del 2021 in ribasso per EurUsd. Una chiara tendenza ribassista confermata anche dall’oscillatore stocastico. Indicatore questo che si muove da inizio anno in maniera decisamente orientata al ribasso e che tendenzialmente dovrebbe continuare a farlo anche nel corso della prima parte del 2022. I punti di minimo primari solitamente non arrivano prima di un oscillatore che scende sotto la soglia dell’ipervenduto trimestrale. Ancora non ci siamo e quindi spazio ancora al dollaro americano.

Dollar Index (grafico quarterly): l’oscillatore stocastico consiglia di mantenere il long dollaro

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