EurUsd outlook settimanale del 3 Ottobre 2022 – Stato di tensione perenne

  • Non passa giorno che le dichiarazioni degli esponenti FED non vanno nella direzione di altri maxi ritocchi nel costo del denaro.
  • Europa stretta tra crisi geopolitica, rialzo dei tassi, cambio di governo in Italia e forte volatilità sulla sterlina inglese
  • Euro che non riesce a reagire allontanandosi sempre più dalla parità

Europa nel mirino

La geopolitica continua ad essere protagonista pur inserendosi in un contesto di politiche monetarie e fiscali dei governi sempre più intrecciate tra loro. La guerra in Ucraina sembra essere entrata in una nuova fase che vede le ritorsioni contro le pipelines uno degli obiettivi principali. I sabotaggi ai tubi dentro i quali transita il gas russo diretto in Europa (North Stream 1 e 2) hanno provocato danni che di fatto mettono la pietra tombale alla speranza dell’Europa di ricevere gas russo questo inverno. La proclamazione da parte di Mosca dell’indipendenza delle quattro repubbliche del Donbass ha acuito ancora di più lo stato di tensione allontanando per il momento ogni ipotesi di soluzione diplomatica al conflitto.
La speculazione sul prezzo del gas ha incendiato nuovamente la speculazione affossando un euro che vede la recessione sempre più profonda in arrivo.
In Italia il cambio di maggioranza alla guida del paese non ha cambiato l’umore dei mercati sui titoli di stato italiani. I rendimenti volano vicini al 5% e per la nuova premier Meloni sarà necessaria un’opera politica e diplomatica con Bruxelles molto equilibrata per evitare scrolloni. A Francoforte intanto si prepara la nuova maxi stretta sui tassi ad ottobre nel tentativo di contrastare l’inflazione.
Rimanendo sempre in Europa, grave la situazione della sterlina dopo l’annuncio di ampi tagli fiscali da parte del neo Governo Truss. I mercati non hanno accolto bene la notizia considerando l’inflazione in doppia cifra che circola in terra britannica. Affossata la sterlina, la Bank of England è intervenuta per acquistare i titoli di stato massicciamente venduti dagli investitori.
In America non sembrano per il momento emergere grandi preoccupazioni per la forza del dollaro. I rendimenti continuano a salire e ormai è scontato che la FED non fermerà i suoi rialzi nei tassi di interesse prima del 4,5%. Le dichiarazioni degli esponenti FED rimangono molto hawkins e questo spingerà inevitabilmente gli Stati Uniti in recessione. Di quanto ce lo diranno probabilmente i mercati azionari nei prossimi mesi.

Bye bye parità

EurUsd continua a muoversi con estrema regolarità all’interno di un preciso canale ribassista. Testata la parete inferiore in zona 0,95 lecito a questo punto attendersi un rimbalzo verso la parità diventata adesso la barriera apparentemente invalicabile per l’euro. Un cambio di tendenza potremo averlo solamente al superamento delle bande di Ichimoku (conferma sopra 1,025) che da tempo fanno da argine ai propositi bellicosi dell’euro.

EurUsd (grafico daily): doveroso un rimbalzo, obiettivo la parità

Il grafico che presentiamo qui sotto sembra suggerire anni davanti a noi di forza ancora dirompente per il dollaro americano. Se quella appena formalizzata in questo 2022 è una rottura di una neck line di un testa e spalla invertito di lungo periodo, il Dollar Index non fermerà la sua corsa prima di 120. Questo significa ancora un buon 10% di margine di guadagno per una divisa già ampiamente sopravalutata in termini di poteri d’acquisto. Nei confronti dell’euro infatti la sopravalutazione supera ampiamente il 20%. Ulteriori allunghi cominceranno a creare problemi di competitività alle merci americane, ma anche di inflazione all’economia europea. E’ comunque un dato di fatto che al momento ogni pull back del dollaro è da interpretare come correttivo e un’opportunità di acquisto.

Dollar Index (grafico yearly) – un rialzo destinato a durare a lungo quello del dollaro?

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