EurUsd outlook settimanale del 30 Marzo 2026: Guerra e incertezza

  • L’America si interroga su durata e impatti di una guerra con l’Iran che per ora sta aumentando le pressioni inflazionistiche, alimentando incertezze sui tassi e complicando il sentiero elettorale di Trump verso le elezioni di mid terms.
  • Europa alle prese con il caro energia e gli aumenti di tutti i rendimenti sui tratti più lunghi delle curve dei rendimenti, un fattore che non è servito per ora a rafforzare l’euro.
  • EurUsd che continua a muoversi a ridosso della zona di 1,15 confermando che l’incertezza geopolitica è favorevole al dollaro Usa.

Trump rischia una guerra di nervi

Lo stallo dei mercati è evidente. I venti di guerra portati in Medio Oriente da Trump e la relativa chiusura dello stretto di Hormuz, ma soprattutto i rischi per tutti gli impianti produttivi dell’area del Golfo, hanno innescato una reazione a catena su prezzi e forniture di greggio e gas che hanno spostato le quotazioni verso quota 100$ al barile con incertezza sull’immediato futuro circa i volumi di offerta.
La crescita economica è a rischio, ma soprattutto è l’inflazione quella che potrebbe subire dei contraccolpi nei prossimi mesi visto che non solo le benzine, ma anche i materiali necessari in diversi settori produttivo sono interessanti da questo aumento dei costi. Dai fertilizzanti agricoli alle plastiche tutto ruota attorno al prezzo del petrolio componente di base nella produzione.
Per Donald Trump è imperativo porre rimedio agli aumenti dei prezzi al consumo, ma anche all’incertezza geopolitica, prima delle elezioni di medio termine con i sondaggi che indicano una netta caduta della popolarità del tycoon. Da capire se i negoziati in corso porteranno effettivamente a qualche concreta soluzione con l’Iran a breve.
Con il cambio di Presidente alla FED difficilmente l’auspicio di Trump di agire fin da subito nel ridurre i tassi favorendo la ripresa del mercato immobiliare prenderà forma. Altro elemento che non aiuterebbe il Presidente in sede elettorale visti i tassi sui mutui sopra al 6%.
Anche l’Europa rimane comunque alle prese con i rischi di rallentamento economico e di aumento dell’inflazione. I tassi di mercato si stanno già muovendo in tal senso con i rendimenti sui Bund tedeschi sopra al 3% sulle scadenze a 10 anni e quelli italiani sopra al 4%. Anche in UK i tassi salgono al 5% scommettendo su una BOE che non abbasserà più i tassi.
In mezzo a questo stallo il dollaro tiene le posizioni mettendo sotto pressione le resistenze di 160 su UsdJpy e i supporti di 1,15 su EurUsd.

EurUsd, i supporti per ora tengono

Non siamo ancora di fronte ad una esplosione di volatilità per EurUsd ma indubbiamente i giorni scorsi hanno visto un certo movimento con prima una rottura verso il basso e poi un ritorno in alto. Incertezza che però le bande di Bollinger ancora sembrano orientare i trader verso un atteggiamento bearish su EurUsd. Lo scoglio da superare per l’euro è quello della linea intermedia di Bollinger (media a 20 giorni) di 1,16 che per la seconda volta ha retto al rimbalzo dell’euro. L’inclinazione ribassista prelude ancora ad una fase positiva per il biglietto verde.

EurUsd (grafico daily): le bande di Bollinger puntano verso il basso

Vera e propria battaglia tecnica quella in corso su EurUsd. Dopo aver violato verso il basso i supporti di 1,16, sembrava che per il dollaro si stessero aprendo prospettive di un affondo verso quota 1,12. La reazione dell’euro ha invece portato ad un pull back tuttora in corso che potrebbe decidere la sorte delle prossime settimane. Un ritorno verso il basso catalogherebbe il movimento appunto come pull back aprendo prospettive ribassiste. Una chiusura sopra 1,16 aprirebbe invece alla possibilità di un ritorno verso 1,18/1,20 nel mese di aprile.

EurUsd (grafico daily) – la lotta sui supporti di 1,15/1,16