EurUsd outlook settimanale del 5 Luglio 2022 – Quello che farà la BCE

  • Primi segnali di rallentamento economico in America con la FED che sembra consapevole di una situazione poco supportiva per la crescita. La lotta all’inflazione in questo momento è però decisiva
  • Mancano ancora due settimane all’appuntamento con il rialzo dei tassi BCE ma le speculazioni su quello che deciderà Lagarde si fanno sempre più importanti. Euro volatile fino al 20 luglio
  • EurUsd che torna a premere pericolosamente sui supporti chiave di 1,03 allontanandosi rapidamente da quella zona di 1,08 che favorirebbe l’inversione di tendenza

Lotta all’inflazione senza se e senza ma

Il mercato comincia a scommettere su cosa la BCE deciderà sui tassi di interesse il 20 luglio (Lagarde ha già anticipato che la gradualità in alcune situazioni può non essere appropriata) e il 21 luglio con il piano anti – frammentazione che dovrebbe evitare agli spread dei paesi debitori di allargarsi rispetto a quelli dei paesi creditori.
Qui la questione si fa più delicata viste le differenti visioni tra paesi nordici e mediterranei. Al momento il mercato prezza 25 punti base di rialzo a luglio e 50 punti base a settembre.
La curva dei tassi forward si sta assestando ormai attorno a quello che è anche il tasso target di inflazione BCE, ovvero il 2%.
Attesa che non coincide con l’effettivo livello dei prezzi ovviamente. La Spagna tocca il livello record di 10% di variazione dei prezzi al consumo contro attese di 8,7%. La Germania riesce ancora a rimanere sotto all’8%, la Francia sotto al 7%. Ma l’Eurozona nel suo complesso viaggia al ritmo siderale del 8,5%.
A questo punto solo una sorpresa hawkins da parte di Francoforte o un ritorno delle colombe dalle parti di Washington crediamo possa cambiare equilibri che sopra 1.08 di EurUsd si farebbero decisamente favorevoli all’euro. La persistente pressione verso il basso sull’euro nonostante un differenziale tassi in leggero restringimento verso i Treasury americani evidenzia tutti i dubbi che il mercato ha verso una ripresa economica europea che appare sempre più lontana. Gli esponenti della FED si mantengono intanto particolarmente attivi a livello retorico confermando che i tassi in questo 2022 arriveranno attorno al 3,5% consapevoli di un rischio recessione economica. In questo momento è la lotta all’inflazione ciò che conta, non Wall Street.

Gli orsi tornano a bussare alle porte dell’euro

Niente da fare per EurUsd che continua a collezionare massimi decrescenti. Ancora una volta il test dell’affidabile resistenza generata dalla media mobile a 50 giorni ha innescato una retromarcia del cambio. In area 1.06 la pressione dei ribassisti si è fatta sentire in modo inequivocabile negando al cambio quanto meno un tentativo di inversione di tendenza e di ritorno verso quella zona di 1.08 che rappresenta la resistenza cruciale in ottica di medio periodo.

EurUsd (grafico daily): il test della media mobile a 50 giorni ancora fatale all’euro

Per il momento l’euro non sembra riuscire a mostrare segnali di reazione consistente almeno sui prezzi. Qualche cosa si vede a livello di oscillatori con delle divergenze che quanto meno lasciano sperare in un tentativo di rimbalzo che potrebbe arrivare dopo il meeting BCE. Uno di questi oscillatori è il price oscillator, ovvero il differenziale tra prezzo spot e media mobile a 200 giorni. Raggiunto un estremo di meno 8% a maggio i nuovi minimi dell’euro stanno arrivando con un price oscillator sempre negativo ma più alto. Segno di una convergenza tra prezzo spot e media mobile a 200 giorni, ma anche di un rallentamento nella corsa verso il basso del cambio.

EurUsd (grafico daily) – qualche divergenza che comincia ad affacciarsi

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