EurUsd outlook settimanale del 5 Settembre 2022 – La FED “rassicura” i mercati sui tassi

  • A settembre il FOMC alzerà il costo del denaro di 75 punti base. Mercati delusi e chiarezza su cosa succederà nei prossimi mesi nella lotta all’inflazione minano le certezze degli investitori
  • Europa alla canna del gas usando un gioco di parole. Lo stop dalla Russia alla fornitura di gas naturale mette in difficoltà la zona Euro che ora dovrà fare i conti anche con rialzi dei tassi e cambio di governo in Italia
  • EurUsd riprende la sua marcia ribassista scendendo di nuovo sotto la parità dopo un blando rimbalzo. Un movimento comunque ancora ordinato.

Perde tutto tranne il dollaro

Il rullo compressore dollaro non si ferma e macina nuovi massimi su diverse valute tra cui l’euro e la sterlina. L’Europa sembra essere di nuovo il ventre molle di un’economia globale in peggioramento anche in quel mondo asiatico, soprattutto cinese, che fino a oggi non aveva mai destato preoccupazioni. Tra gli analisti serpeggia il timore che per distrarre l’opinione pubblica da un evidente fase di peggioramento della congiuntura economica, il premier Li potrebbe forzare la mano sulla questione Taiwan. La tensione militare attorno all’ex isola di Formosa è già altissima e basterebbe poco per scatenare un incidente diplomatico dalla portata globale visto lo stallo bellico tra Russia e Ucraina.
La FED ha fatto capire al mercato che non intende fermarsi sui tassi. Si arriverà a breve al 3,5%, forse 4% in una lotta contro l’inflazione che non deve mostrare tentennamenti. E infatti il mercato del lavoro ancora risulta tonico confermando come Powell deve assolutamente proseguire nella sua opera di normalizzazione del costo del denaro per evitare pericolose fughe in avanti dei prezzi al consumo poi difficili da riparare.
La stessa FED è apparsa stupita dalla reazione dei mercati azionari di inizio agosto e proprio questo “stupore” dichiarato nelle parole di alcuni dei suoi membri ha scatenato una forte presa di profitto su azioni ma anche su obbligazioni.
Obbligazioni che continuano ad essere un termometro di forte tensione in Europa soprattutto attorno all’Italia. I rendimenti decennali tornati al 4% testimoniano una sfiducia strisciante attorno alla seconda potenza industriale della zona Euro in vista delle elezioni politiche che a fine settembre decreteranno il successore di Mario Draghi alla guida del paese.
Tutto questo si verifica in un contesto tesissimo sul fronte dell’approvvigionamento energetico dell’intera Europa, sempre più a rischio carenza di energia dopo lo stop definitivo all’erogazione di gas da parte di Gazprom.
La BCE è chiamata così a compiere una manovra di rialzo dei tassi (50 o 75 punti base) in un contesto economico e geopolitico in deciso deterioramento. E l’euro va sempre più giù.

Il sentiment negativo abbatte l’euro ma non è ancora estremo

Il tipico indicatore che valuta il dollaro nel suo complesso, il Dollar Index, ritesta nuovi massimi seppur in divergenza con oscillatori di ipercomprato che segnalano la possibilità di un top di breve periodo che potrebbe lasciare spazio ad una correzione favorevole alle altre divise concorrenti. Correzione che comunque assumerà i toni di un movimento di scarsa entità se non riuscirà ad andare sotto quota 105.

Dollar Index (grafico daily): le divergenze oscillatori – prezzi minano il potenziale del dollaro

Prosegue intanto senza grandi dubbi il movimento ordinato di ribasso di EurUsd. Da inizio 2022 i corsi si stanno mantenendo all’interno di un canale ribassista che prosegue il lavoro di ribasso già cominciato nel 2021 quando venne formalizzato un doppio massimo. Non possiamo quindi parlare di movimenti nei prezzi disordinati e questo è anche alla base di un sentiment che ancora non si può definire estremamente pessimista sull’euro. La base inferiore di questo canale ribassista passa attualmente per 0,96, un prezzo che raggiungeremo probabilmente nelle prossime settimane.

EurUsd (grafico daily) – prosegue l’ordinato movimento di ribasso dell’euro

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