EurUsd outlook settimanale del 8 Giugno 2026: La BCE comincia il valzer dei tassi

  • EurUsd outlook settimanale del 8 Giugno 2026: La BCE comincia il valzer dei tassi
  • Trump continua ad annunciare che l’accordo con l’Iran è vicino, ma dalla sponda opposta si smentisce. Le trattative vanno avanti, come l’inflazione che rischia di essere per Trump in campagna elettorale ciò che ha rappresentato per Biden. Rischio che potrebbe diventare pericoloso se la FED non interverrà sui tassi visti i recenti dati sul mercato del lavoro.
  • La BCE è attesa questa settimana ad un aumento di 25 punti base nel costo del denaro. L’inflazione comincia a farsi sentire anche se l’economia regge. Intanto sempre più forti si fanno le voci che vorrebbero Ucraina e Canada come potenziali nuovi membri UE.
  • EurUsd che in chiusura di settimana converge verso 1,15, ma siamo ancora in trading range. Il crollo del tech è pro dollaro.

L’inflazione rischia di rovinare le elezioni a Trump

L’11 giugno la BCE dovrebbe alzare i tassi di 25 punti base per la gioia dei possessori di fondi monetari che però devono anche fare i conti con un’inflazione salita al 3,2% a maggio rispetto al 3% di aprile.
Il dato core a sua volta è cresciuto del 2,5% rispetto al 2,2% di aprile con l’inflazione da servizi in ascesa del 3.5% a testimonianza che il caro energia si sta già trasmettendo oltre.
Se è vero che l’inflazione salariale rimane ancora contenuta, ad aggiungere preoccupazione sono tutti gli indici Pmi prezzi dei principali paesi della zona euro che stanno puntando verso l’alto aumentando le probabilità che l’inflazione rimanga sopra al 3% più a lungo del previsto in Europa.
Un discorso analogo si potrebbe fare per gli Stati Uniti come confermato dal recente Beige Book della FED. Gli indici Pmi hanno nella componente prezzi una delle sottocomponenti più effervescenti e questo potrebbe presto tradursi in inflazione anche al consumo.
A quel punto che farà la nuova FED di Warsh? Il neo Governatore deve anche fare i conti con dati sull’occupazione oltre le attese a maggio con oltre 170 mila nuovi posti di lavoro creati. Il rischio è che anche i salari riprendano la corsa verso l’alto e a quel punto la FED non potrà sottrarsi dall’aumentare i tassi.
Intanto le elezioni di mid terms si avvicinano e Trump deve chiudere la partita con l’Iran per presentarsi in autunno con i prezzi delle benzine in calo e l’inflazione più tiepida. Le borse per ora scontano soprattutto un eccesso di investimenti nel settore tech, i bond, l’oro e bitcoin non gradiscono, mentre il prezzo del petrolio sembra stabilizzarsi sotto i 100 dollari al barile.

EurUsd, che sonno!

Trascinato soprattutto da un cambio UsdJpy che continua ad insidiare la zona di intervento della Bank of Japan a 160, il Dollar Index ha rimesso la sua prua verso quota 100 con i massimi del 2025 e del 2026 che se violati verso l’alto aprirebbero scenari estivi bullish per il dollaro americano. Il trading range è evidente, ma la capacità del dollaro a maggio di non affondare nella parte bassa è stato un segnale interessante per farci capire che non ci sono forse le condizioni in questo momento per assistere a un dollaro in caduta. Nonostante le attese di aumento dei tassi BCE infatti anche l’euro sembra incapace di avanzare. Il mercato pensa che la FED non potrà fare altro che alzare i tassi?

Dollar Index (grafico daily) – il biglietto verde ci riprova

Circa il segnale di inversione ribassista su EurUsd non abbiamo ormai dubbi. Sotto 1,14 la figura di testa e spalla ribassista sarebbe cosa fatta e a quel punto il disegno tecnico di un cambio che viaggia verso 1,10 o forse anche qualcosa di meno sarebbe completato.
Venerdì scorso il mercato ha fornito un segnale forte, ma mancano però conferme e può essere opportuno mantenere ancora un approccio neutrale.

EurUsd (grafico daily): a quando la formalizzazione del testa e spalla ribassista?