La Guerra dei Dazi Entra nel Vivo

Analisi Tecnica EurUsd 27 Maggio 2019

Spot EurUsd: 1.1190
Scala temporale Giornaliera: Supporti (1.1106, 1.0908, 1.0800) Resistenze (1.1265, 1.1324, 1.1410)
Strategia: Long a 1.121
Stop loss: 1.1410
Take profit: 1.1110

Euro debole ma il Dollaro non sferra il colpo decisivo

Lo scontro commerciale tra Cina e Stati Uniti si agita ed il mercato si rimette alla ricerca della sicurezza. I Treasury decennali americani, nonostante la minaccia di ritorsioni cinesi, continuano a veder scendere i rendimenti con il T-Bond trentennale sceso sotto il 2.75%. Anche lo Yen trae beneficio da questa fase di grande incertezza scendendo sotto 110 nel rapporto con il Dollaro. Flight to quality insomma.

L’attacco diretto a Huawei portato non solo dal Governo americano, ma anche dalle big corporate come Google, rischia adesso di scatenare reazione scomposte da parte dei mercati. Quali potrebbero essere le ritorsioni cinesi? Quali effetti sul commercio mondiale rischia di portare una situazione di altissima tensione che potrebbe colpire in modo trasversale tanti settori economici che in questi anni hanno prosperato con la globalizzazione? E che ne sarà delle corpose riserve valutarie in titoli di stato americani presenti a Pechino?

Tutte domande che nelle prossime settimane cercheranno risposta, ma come si sa i mercati nell’incertezza preferiscono stare a guardare.

Negli Stati Uniti i dati macroeconomici confermano sì un rallentamento, ma nulla di clamoroso mentre la stagione degli utili si è chiusa con una sostanziale invarianza in termini reali. Evitata per ora la recessione degli utili.

Se Trump rischia di far saltare il banco con i cinesi, le trattative si riaprono in modo positivo con due partner strategici per gli Stati Uniti. Messico e Canada infatti hanno visti rimossi i dazi su acciaio ed alluminio che solo un anno fa erano stati voluti da Trump ufficialmente per ragioni ufficialmente di sicurezza nazionale. Peso messicano e Dollaro canadese hanno apprezzato la decisione.

In Europa la confusione totale che regna sulla Brexit dopo le drammatiche dimissioni di Theresa May e l’esito elettorale di domenica scorsa in paesi come l’Italia e la Francia, contribuiscono a mantenere un clima di incertezza che non fa bene alla fiducia di consumatori ed imprese dell’intera Eurozona, ma soprattutto all’Euro che rimane compresso tra 1.11-1.12. Nelle ultime settimane lo spread tra Bund e Treasury si è ristretto ma l’Euro non è riuscito a formalizzare una reazione degna di nota.

Passano le settimane ma EurUsd non prende nessuna direzione

Per quello che riguarda EurUsd il contesto di bassissima volatilità favorisce un trend discendente ormai da ottobre 2018 quando il cambio tentò una risalita sopra la media mobile a 12 mesi. Tentativo effimero che ha sancito l’ultimo rigurgito rialzista da parte dell’Euro prima di una parabola discendente che vede proprio nella media a 1 anno di 1.14 la barriera di resistenza oltre la quale ci sarà un’eventuale inversione di tendenza. Anche il Macd sembra confermare come per il momento la debolezza del Dollaro dei prossimi mesi è improbabile

 EurUsd (grafico monthly) – Media mobile a 12 mesi
EurUsd (grafico monthly) – Media mobile a 12 mesi resistenza chiave per le prossime settimane

Rimanendo sempre sui grafici mensili vogliamo tornare ad evidenziare l’importanza dell’evento ciclico che si presenterà nell’ultimo trimestre 2019. Ogni 34 mesi il cambio più tradato al mondo tende infatti a registrare un top/bottom primario. Il prossimo appuntamento è fissato per novembre ed in quel momento sapremo se EurUsd sarà un cambio sul quale andare long o short con obiettivo di medio periodo.

EurUsd (grafico monthly)
EurUsd (grafico monthly) – l’analisi ciclica indica fine 2019 come momento di svolta
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