La volatilità torna sul Forex, ma non su EurUsd

Analisi Tecnica EurUsd 13 Maggio 2019

Spot EurUsd: 1.1230
Scala temporale Giornaliera: Supporti (1.1108, 1.0908, 1.0800) Resistenze (1.1324, 1.1410, 1.1448)
Strategia: Long a 1.123
Stop loss: 1.1410
Take profit: 1.1110

Tra tweet e Cina

Il solito Trump con un tweet turba l’armonia di mercati finanziari protagonisti fino a metà della settimana scorsa di un rally poderoso e storico. I nuovi massimi storici a Wall Street hanno fatto notizia qualche giorno prima di ripiegare colpiti dall’incertezza circa i negoziati tra Cina e Stati Uniti.

Tutti i fattori che avevano contribuito a rivitalizzare le borse nella prima parte dell’anno, hanno cominciato a vacillare. L’accordo Cina- Stati Uniti, ma anche l’incertezza politica legata alla Brexit e le nuove tensioni con l’Iran.

L’aspetto comunque singolare di questa fase di mercato è stata la continua compressione dei rendimenti obbligazionari su tutti i tratti di curva di rendimento a livello mondiale. Nella zona Euro il Bund decennale tedesco è nuovamente scivolato a rendimento negativo; i Treasury americani hanno continuato il processo di riduzione dei tassi soprattutto sulla parte più lunga della curva dei rendimenti con i tassi a 10 anni abbondantemente sotto il 2.5%.

Compressione dei tassi di interesse che rappresenta comunque un fenomeno globale probabilmente frutto di un rallentamento economico cinese che si sta propagando a livello mondiale e che potrebbe intensificarsi qualora gli accordi commerciali con l’America dovessero saltare o anche solo prolungarsi ulteriormente.

La Nuova Zelanda ha tagliato i tassi, l’Australia ha solo rinviato l’evento ma è chiaro che tutta l’area pacifica rischia di essere quella più interessata alla contestuale svalutazione della divisa cinese. In risposta ai dazi di Trump il Renmimbi è stato infatti colpito dal calo giornaliero più forte dall’estate 2016.

Tornando agli Stati Uniti, nonostante una sostanziale piena occupazione e le borse ai massimi storici, l’inflazione non sembra proprio avere intenzione di ripartire. Il dato di aprile è risultato infatti inferiore alle aspettative con un incremento annuo dei prezzi al consumo del 2%.

Il raffreddamento delle aspettative di inflazione in America è comunque evidente con le attese a 10 anni precipitate di ben 15 punti base dai livelli massimi di 1.98% di fine aprile. Un movimento importante che sta avendo dei riflessi su mercati emergenti e UsdJpy, due asset che tendono storicamente a muoversi in sintonia con le aspettative di inflazione americane.

In Europa intanto si avvicinano le elezioni europee. L’economia del Vecchio Continente sta trovando non poche difficoltà soprattutto in Germania ed in Italia, i due paesi più export oriented. L’Italia è poi sempre più a rischio di elezioni anticipate viste che le continue tensioni nella maggioranza politica di governo.

L’orso fatica ad uscire dalla tana

Il grande dubbio dei trader su EurUsd è legato alla mancanza di forza del biglietto verde nel momento in cui sarebbe servito il KO. Il fatto che EurUsd ha tentato a più riprese di forzare 1.12 senza successo pone non poche perplessità negli analisti. Questo 61.8% di ritracciamento del rialzo 1.03-1.25 sembra rappresentare uno scoglio per ora invalicabile sul quale avrebbe senso andare long con rigido stop loss sotto il minimo del 26 aprile di 1.111

EurUsd (grafico daily) – Niente da fare, 1.12 regge ancora

Per avere una mappa operativa più funzionale abbiamo utilizzato lo stesso grafico con la media mobile a 200 giorni aggiungendo la media a 50 giorni.Il cosiddetto death cross si è realizzato esattamente un anno fa e da allora la media a 200 giorni ha rappresentato la diga per ogni escursione di EurUsd sopra la media a 50 giorni. Uno sfondamento verso l’alto della media a 50 giorni troverebbe ancora in 1.1410 un valico difficilmente superabile. L’inclinazione di entrambe le medie punta infatti ancora verso il basso.

EurUsd (grafico daily) – Pochi segnali di inversione dalle medie mobili
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