Spot EurUsd: 1.1210

Scala temporale Giornaliera: Supporti (1.1121, 1.1043, 1.0950) Resistenze (1.1326, 1.1365, 1.1432)

Strategia: Short 1.1180

Stop: 1.1380

Take profit: 1.0950

Fed in Azione

Toccherà alla Fed ristabilire un po’ di ordine sui mercati questa settimana. Certamente Yellen e soci hanno le loro colpe, soprattutto per effetto delle numerose dichiarazioni contradditorie di queste ultime settimane. I dati economici deludenti sembrerebbero spingere verso un nulla di fatto nel FOMC di settembre, ma i falchi del braccio operativo di politica monetaria continuano ad insistere timorosi che una vittoria di Trump possa legare le mani alla Fed stessa nel 2017. Il mercato verrebbe comunque preso di sorpresa da una decisione di rialzo dei tassi e di questo bisogna tenerne conto anche e soprattutto per l’evoluzione futura di EurUsd. Nello stesso giorno della Fed si riunirà poi anche la Bank of Japan la quale potrebbe all’opposto dare il via ad operazioni di helicopter money per scongiurare nuova recessione e nuoa deflazione.

L’orso Ancora non vuole Abdicare

Veramente difficile fare previsioni e trading su EurUsd. Come detto la settimana scorsa i movimenti si fanno sempre meno volatili ed il range di operatività è troppo ristretto per poter ambire a utili consistenti. Quello visto venerdì scorso potrebbe essere uno dei tanti segnali lanciati nelle ultime settimane destinati a naufragare nel giro di poche sedute. La figura di testa e spalla ribassista venutasi a formalizzare venerdì avrebbe come target teorico proprio quella zona di 1.09 dove a giugno e luglio EurUsd aveva trovato un valido supporto. Vedremo se anche stavolta andrà così. Per questo motivo abbiamo deciso di abbassare il nostro target price di una figura a 1.0950.

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Grafico 1 – Testa e Spalla Ribassista Formalizzato?

Che il mercato ancora non si sente pronto per salire verso l’alto lo possiamo capire anche da una semplice coppia di medie mobili che usiamo da tempo e sempre in grado di fornire ottimi segnali di tendenza di medio periodo. Le due medie a 100 e 250 giorni da settimana stanno correndo quasi parallele, ma quella veloce a 100 giorni ancora non è stata in grado di fornire un segnale che in passato aveva avallato i bull market. Il taglio dal basso verso l’alto è infatti condizione essenziale per questo tipo di scenario, ma come vediamo bene dal secondo grafico c’è per il momento un rifiuto da parte del mercato a fornire questo tipo di risposta. Stando così le cose non possiamo fare altro che riconfermare la presenza di un bear market la cui tenacia suggerisce anche una elevata di possibilità che nelle prossime settimane EurUsd riprenda la strada del ribasso.

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Grafico 2 – Fino a quando la media mobile a 100 giorni non taglierà dal basso verso l’alto quella a 250 giorni, nessun segnale bullish potrà essere preso sul serio.

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