EUR USD – un Riepilogo del 2015 e una Previsione per il 2016

Cosa è Successo nel 2015

EurUsd chiude il 2015 in calo di circa il 10%, una performance che segue il -12% del 2014. Il mercato ha scontato in modo corretto la divergenza nelle politiche monetarie delle due più importanti banche centrali del mondo, la FED e la BCE. La prima ha deciso a dicembre di alzare i tassi di interesse di 25 punti base dopo anni di Zero Interest Rate Policy (ZIRP). La seconda invece ha avviato una strada completamente opposta cercando di combattere una deflazione che fatica a lasciare Eurolandia a colpi di Quantitative Easing. Il calo nel prezzo delle materie prime che ha accompagnato tutto il 2015 è stato un altro di quei fattori che ha inciso sulle quotazioni di EurUsd.

Come vediamo dal primo grafico l’andamento negativo del Bloomberg Commodity Index è perfettamente sovrapponibile a quello negativo di EurUsd. Difficile perciò pensare ad un’inversione del trend ribassista del cambio fino a quando avremo una direzione opposta nei tassi di interesse unita ad una pressione verso il basso nei prezzi delle materie prime.

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I flussi verso il biglietto verde sono stati favoriti anche dallo smantellamento di operazioni di carry trade da parte degli speculatori. Con la prospettiva di pagare interessi più elevati sui dollari presi in prestito di fatto si riduce il margine di potenziale guadagno derivante dall’acquisto di valute ad alto rendimento. Questo fenomeno, unito ad un contrarsi della disponibilità di dollari per effetto della politica monetaria della FED, spiega in parte i forti ribassi nelle valute emergenti degli ultimi mesi.

Cosa Succederà nel 2016?

Politiche monetarie divergenti, tensioni geopolitiche, possibili crisi finanziarie di paesi emergenti e persistere del calo nei prezzi delle materie prime. Questi i temi che continueranno a tenere banco nella prima parte del 2016. A questi deve necessariamente aggiungersi l’elezione del nuovo presidente americano che si terrà nel mese di novembre.

Dal punto di vista dell’analisi tecnica la discesa di EurUsd sembra però aver raggiunto un livello di supporto piuttosto delicato che potrebbe incidere sulle prospettive del 2016.

Come vediamo dal secondo grafico a candele mensili il doppio minimo di area 1.05 è stato realizzato su livelli che, tra il 1988 e il 1999, agirono da sostegno ad un cambio EurUsd rettificato per tenere conto della non esistenza fisica del cambio stesso in quel momento storico.

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Grafico 2: l’importanza di 1.05 come supporto e la risalita del ROC a 1 anno sono due fattori tecnici rilevanti in ottica 2016.

L’elemento tecnico degno di nota di questo grafico è rappresentato dal fatto che, quando il cambio perde più del 10% in un anno, il successivo rientro al si sopra di questa soglia segnala l’avvio di una fase meno direzionale se non addirittura più favorevole alla moneta unica europea. Il fenomeno va avanti fino a quando il ROC a 1 anno risale almeno sopra la linea dello zero. Considerando anche il recente test della parte bassa del canale ribassista questo significherebbe un’elevata probabilità di EurUsd compreso tra 1.12 e 1.20 nel corso del 2016, un movimento che appare quasi necessario per smaltire gli eccessi del ribasso 2014-2015.

In base alle informazioni di cui disponiamo in questo inizio di 2016 l’ipotesi che appare quindi più probabile è quella di un consolidamento che troverebbe nella media a 1 anno e nella parete superiore del triangolo in formazione, la resistenza più importante. Quindi area 1.12/1.13 con la consapevolezza che sopra questo livello lo scatto verso 1.20 potrebbe essere piuttosto veloce.

Viceversa l’abbattimento definitivo di 1.05 sancirebbe la ripartenza del bear market dell’Euro con la parità che a quel punto sarebbe solamente un passaggio intermedio di un ribasso ben più profondo.

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Grafico 3: I livelli di 1.12 e 1.05 rappresentano i punti di possibile svolta per il 2016.

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